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23° Festival Toscano di Musica Antica / Ausermusici "Vivaldi première"

Concerti 
Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri, Piazza dei Cavalieri - Pisa
30 Ago 2018 - 21:30

SOUND OF STONES
23° Festival Toscano di Musica Antica
Concerti, visite guidate, degustazione enogastronomiche


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Per maggiori informazioni, biglietti e modalità di prenotazione, vai alla pagina del Festival nel sito di AuserMusici cliccando qui


Pisa, Chiesa dei Cavalieri
giovedì 30 agosto 2018, ore 21.30

Auser Musici
Vivaldi première

Antonio Lucio Vivaldi (Venezia, 4 marzo 1678 - Vienna, 28 luglio 1741)
Salmo Laudate pueri RV601 
Mottetto In Furore Iustissimae Irae RV626
Sonata da Chiesa Del Sig.re D: Antonio Vivaldi (in attesa di attibuzione certa)

direzione Carlo Ipata
soprano Dioklea Hoxha


ftma18 30 ausermusici2Il Laudate pueri Dominum fu composto da Vivaldi negli negli ultimi anni della sua vita. L'intonazione del salmo 112 è, secondo Michael Talbot (uno dei musicologi che più ha studiato il Prete Rosso), “Forse la più grande partitura virtuosistica per soprano che Vivaldi abbia mai scritto”. Il brano vede la luce grazie ai rapporti che Vivaldi intraprese con la famosa orchestra di Dresda (“la plus parfait”, secondo Jean-Jacques Rousseau), che annoverava nelle sue fila strumentisti di eccezionale levatura, quali il violinista Pisendel e il flautista Johann Joachim Quantz. A Dresda si trova infatti un corpus di opere vivaldiane fra cui il manoscritto del RV601 da cui abbiamo tratto il materiale per questa esecuzione. L'intonazione dei versetti del salmo 112 è realizzata utilizzando il registro del soprano sopratutto nella sua parte acuta. È probabile che il cantante che eseguì a Dresda per la prima volta il Laudate Pueri Dominum sia stato Giovanni Bini detto Porporino, un castrato allievo di Porpora (da cui il soprannome) che nella città tedesca fu attivo dal 1730 al 1749. La parte solistica affidata nel Gloria Patri al Flauto traversiere fu scritta molto probabilmente per il già citato J.J Quantz. L'intreccio fra la voce, lo strumento a fiato e il discretissimmo accompagnamento in“bassetto” degli archi, scaturisce dalla inarrivabile fantasia e maestria di uno dei compositori più copiati della storia della musica.
In furore iustissimae irae RV626 è uno dei dodici mottetti scritti da Vivaldi durante il suo lungo servizio presso l'Ospedale della Pietà di Venezia. Il testo non liturgico, come consuetudine per i mottetti, è intonato con forti accenti drammatici contrapposti: agli unisoni discendenti e le atmosfere tempestose della prima Aria In furore segue, dopo un breve ma intenso recitativo (struggenti le armonie cromatiche di O Jesu dulcissseme), il languido ed espressivo Tunc meus fletus evadet laetus. Nell'Alleluia che chiude il Mottetto, le colorature giubilanti della voce contrastano con le risposte dell'orchestra in tono più scuro.
La Sonata Per Due Violini e Basso Del Sig.re D:Antonio Vivaldi fa parte di un fondo musicale appartenente ad una nobile famiglia pisana. Nel palazzo di residenza della famiglia è presente un'ampia Sala della Musica con un grande ballatoio ligneo che testimonia una attività musicale protrattasi fino alla metà dell'800. La Sonata ci giunge per mano di un copista non censito fra i tanti conosciuti che hanno tramandato le opere di Vivaldi. La sonata, che a un primo ascolto dispiega un linguaggio tipicamente vivaldiano, contiene elementi che necessitano di ulteriori approfondimenti: studi sulla filigrana, la grafia e concordanze musicali sono ancora in corso da parte dei musicologi Federico Maria Sardelli e Michael Talbot al fine d'accertarne l'autenticità. La sonata entrerà comunque a far parte del Verzeichnis del Werke Antonio Vivaldis (il catalogo ufficiale delle opere vivaldiane) con un numero provvisorio RV Anh. (appendice).

 



 
 

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