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PETRUSKA

Danza 
Pisa, Teatro Verdi - via Palestro 40
15 Mar 2018 - 21:00

Pisa, Teatro Verdi
giovedì 15 marzo 2018 ore 21, abbonamento Cartellone e TanDem

Compagnia Virgilio Sieni

PETRUSKA

coreografia e spazio Virgilio Sieni
musica Igor Stravinskyc / Giacinto Scelsi
interpreti Jari Boldrini, Ramona Caia, Claudia Caldarano, Maurizio Giunti, Giulia Mureddu, Andrea Palumbo
costumi Elena Bianchini
luci Mattia Bagnoli
allestimento Giovanni Macis
produzione Teatro Comunale di Bologna
La Compagnia è sostenuta da Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Toscana, Comune di Firenze
I costumi sono stati realizzati nel Laboratorio di costumi e scena del Teatro della Pergola di Firenze in collaborazione con la sartoria Gorilla Danza di Firenze
Si ringrazia la Fondazione Isabella Scelsi per la gentile concessione rilasciata alla Compagnia Sieni di utilizzare l’opera Chukrum per la coreografia di Virgilio Sieni

petruska sieni 18

Petruška getta un legame con l’impossibile.
Tra noi e il vuoto, tra noi e il nascosto.
La nuova creazione di Virgilio Sieni rilegge il capolavoro di Stravinskij ispirato alla marionetta del teatro popolare russo Petruška – “l’eterno infelice eroe di tutte le fiere, di tutti i paesi” secondo lo stesso Stravinskij.
In questo lavoro si parte dal mito di Petruška e dalla relazione tra marionetta e tragedia, discostandosi . Si discosta però dalla visione canonica con i tre personaggi – Petruška, la ballerina e il moro – più il Ciarlatano, perché Petruška ha più anime che prendono vita sul palco e gli interpreti subiscono una sorta di “moltiplicazione” sulla scena.
Petruška è una marionetta e allo stesso tempo non lo è; è umano ma straordinariamente disumano. Non convive nei due mondi: li attraversa, con la gravità dei sentimenti e la leggerezza del passaggio. Petruška, come Pulcinella, non recita, arriva all’improvviso e appare come una forza che sposta la questione sul piano del respiro dell’intera umanità, che avvolge gli altri corpi in un tutt’uno. Non porta un semplice scatenamento, ma una danza condivisa, che permette di cadere nell’esperienza dell’umano attraverso la “magia” del corpo messo in opera. Petruška appare in ogni interprete, sembra farsi ombra dell’ombra, si moltiplica nella festa e nelle danze. E accanto a lui la scena è come un volume appena accennato, impalpabile.
Il balletto è ambientato in una dimensione “sospesa” e “leggera”, dove interno ed esterno si confondono e sono separati solo da un velo trasparente. Petruška diventa una metafora dell’origine dell’uomo e annuncia il fatto che siamo solo di passaggio.
Il balletto Petruška è anticipato e introdotto dal brano Chukrum per orchestra d’archi, composto da Giacinto Scelsi nel 1963 con l’ambizione di porre al centro del linguaggio musicale il suono, considerato come elemento singolo.
Chukrum propone quattro quadri che introducono un altro punto di vista del fantoccio Petruška e delle sue vicende “umane”: uno sguardo sulla natura dell’uomo, dove il lato oscuro è l’essenza del corpo nel suo mostrarsi orfano di orpelli. Tutto il brano allude alla nascita, al bagliore che genera l’uomo, al gesto che lo determina. Sembra che ogni cosa avvenga per via della luce, di aloni ed energie chiamate a formare una materia che rimane indeterminata, accennando soltanto al materializzarsi del corpo.
Anche Chukrum, come Petruška, è un lavoro dalle tinte “sfumate”, dove i corpi appaiono dal nulla e sembrano quasi “indefiniti”.

Alla fine dello spettacolo, incontro/conversazione con il coreografo a cura di Silvia Poletti, critico e studiosa di danza

 

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per saperne di più sullo spettacolo clicca:
sito di Virgilio Sienii Virgilio Sieni


 
 

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