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FARE TEATRO/Laboratorio 3° livello: "Il Giardino dei Ciliegi"

Iniziative-diverse 
Teatro Verdi - Sala Titta Ruffo, via Palestro 40, Pisa

Pisa, Sala Titta Ruffo del Teatro Verdi

martedì 28, mercoledì 29, giov 30 novembre, venerdì 1, sabato 2, domenica 3 dicembre 2017 ore 21
(giovedì 30 anche matinée scuole ore 10.30)

Fare Teatro / Laboratorio di Recitazione 3° Livello
presenta 

IL GIARDINO DEI CILIEGI
di Anton Čechov

traduzione Monica Santoro
coordinamento e regia
Franco Farina, Cristina Lazzari, Luca Biagiotti

con Giulia Bargagna, Giulia Bechi, Ludovica Brocchi, Isabella Covelli, Federico Cristiani, Raffaella De Pietro, Luca Di Natale, Eugenio Fortunato, Elena Fustini, Matilde Genovesi, Sara Genovesi, Eloisa Parton, Rebecca Poggianti, Tommaso Ricci, Eugenio Saccon, Chiara Saviozzi, Maria Giulia Toscano, Alessio Venturini
e con la partecipazione di Giovanni Oligeri

Biglietti: intero 12 euro, ridotto studenti 7 euro
in vendita da venerdì 24 novembre al Botteghino del teatro (sportello e telefonica: per orari clicca qui

ft giardino ciliegi photoKiwiLavorare su Il Giardino dei Ciliegi di Anton Čechov è un privilegio e una gioia. Il Giardino dei Ciliegi, ultima opera dell’autore prima della sua morte, è uno dei testi più complessi, più studiati e più rappresentati del nostro teatro. Non si capisce a pieno la grandezza dell’opera se non lavorandoci in vista di uno studio scenico. Non se ne possono apprezzare le profondità, le delicatezze, le compassionevoli contraddizioni dell’animo umano che Čechov incornicia e mette in luce nel costruire questo suo capolavoro. Una scrittura che è profondamente scrittura per il teatro, distillata dalla sapienza dei suoi racconti, ma che attende anime vive che la incarnino, che la rifacciano vivere tutte le volte in maniera diversa, replica dopo replica, tutte le volte diversa edizione dopo edizione.
Una traduzione efficace è fondamentale per entrare nel mondo del drammaturgo russo e poter instaurare un dialogo creativo con l’opera, per pensare una messa in scena, per realizzare una messa in scena. Il presente studio ha la fortuna (cercata) di avvalersi di una traduzione fatta nuova di zecca. La fortuna sta nei vecchi allievi, in questo caso di Prima del Teatro. Monica Santoro è attrice di qualità che è andata a formarsi in Russia dove ha vissuto e lavorato per 14 anni, diventatando attrice russa di lingua italiana alla “corte” moscovita di Piotr Fomenko, uno dei più importanti registi russi, morto pochi anni or sono. 
La storia del Giardino dei Ciliegi è l’allegria di un naufragio; è il Titanic che si avvicina all’iceberg con l’orchestrina che non smette di suonare prima e dopo l’impatto: una famiglia nobile ex ricca si sta avviando al tracollo finanziario senza riuscire veramente ad affrontarlo. Un unico personaggio, il ricco borghese Lopachin, legato alla vicenda del Giardino, perché nato figlio di una servo della gleba dell’immensa proprietà, cerca di far vedere il possibile cammino di salvezza, ma inascoltato, alla fine finisce lui stesso per comprare il Giardino diventandone il padrone. La cura che sarà adottata per valorizzare l’enorme porzione di territorio in cui è situato lo splendido Giardino, passa per la frammentazione della grande proprietà in appezzamenti più piccoli da vendere alla piccola borghesia vacanziera in fase di formazione e di ascesa; per fare questo sarà necessario abbattere le migliaia di ciliegi che rendono peculiare la tenuta. Abbandonare il Giardino sarà il destino della famiglia che andrà a perdersi nel vasto mondo, ognun per sé, ognuno con qualche coccio dello splendido nido che li aveva costuditi. 
Il Giardino dei Ciliegi è un bellissimo trattato di psicologia senza essere un saggio. 
Il Giardino dei Ciliegi, scritto all’alba della rivoluzione del 1905, è un saggio di storia. 
Il Giardino dei Ciliegi è un manuale di teatro e di drammaturgia, perché lì la drammaturgia si apre e si sbilancia verso la musica, allontanandosi dalla bella letteratura.
Il lavoro con i ragazzi di terzo livello è durato un anno ed è stato un anno di ricerca dedicato a capire non solo Čechov, ma anche come poter continuare a sviluppare il loro percorso all’interno dell’arte teatrale. L’acquisizione di competenze tecniche attoriali si è intrecciata con lo studio di tutte le opere teatrali di Čechov, in una miriade di scoperte e di difficoltà che li ha condotti poi all’incontro con l’opera del Giardino su cui focalizzare tutto ciò che avevano appreso. L’idea è che il percorso fosse più importante dell’esito scenico e che la messa in scena fosse necessaria per un ultimo gesto di comprensione e non come il cristallizzarsi in bella copia che uccide il rinnovarsi della ricerca che deve continuare di replica in replica.
Certo l’emozione del momento finale sarà unica anche perché l’uscita dal Giardino dei Ciliegi sarà molto probabilmente per il gruppo l’uscita dal progetto "Fare Teatro" che li ha coccolati e formati per molti molti anni. 
Franco Farina

photo: Kiwi


 
 

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