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L'AVARO

Prosa 
Pisa, Teatro Verdi - via Palestro 40
4 Nov 2017 - 21:00
5 Nov 2017 - 17:00

Pisa, Teatro Verdi

sabato 4 novembre 2017 ore 21, turno A Cartellone e TanDem
domenica 5 novembre 2017 ore 17, turno B Cartellone e TanDem

Alessandro Benvenuti in 

L'AVARO

di Molière
libero adattamento, ideazione spazio, costumi, regia Ugo Chiti 
con (in ordine di apparizione): Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Gabriele Giaffreda, Paolo Ciotti, Desirée Noferini
luci Marco Messeri
musiche Vanni Cassori

produzione Arca Azzurra Teatro
con Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Regione Toscana - Comune di San Casciano Val di Pesa
in collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi
si ringrazia ARTEATRO GRUPPO - Montepulciano produzione Arca Azzurra Teatro

durata: 2 h 15’ intervallo compreso

P17 18 foto AVARO ph Botticelli

L’Avaro di Molière, adattato e diretto da Ugo Chiti, è amaro e irresistibilmente comico, un’opera di bruciante modernità, con protagonista Alessandro Benvenuti. Questa commedia riesce a essere un classico immortale e nello stesso tempo a raccontarci il presente senza bisogno di trasposizioni o forzate interpretazioni.
Il nostro Avaro occhieggia a Balzac – scrive Ugo Chiti - senza dimenticare la commedia dell’arte intrecciando ulteriormente le trame amorose in un’affettuosa allusione a Marivaux. Conta-minazioni a parte, Arpagone resta personaggio centrale assoluto mantenendo quelle caratteristiche che da sempre hanno determinato la sua fortuna teatrale, si accentuano alcune implicazioni psicologiche, si allungano ombre paranoiche, emergono paure e considerazioni che sono più rimandi al contemporaneo. La ‘parola’ è usata in maniera diretta, spogliata di ogni parvenza aggraziata, vista in funzione di una ritmica tesa ad evidenziare l’aggressività come la ‘ferocia’ più sotterranea della vicenda”.

«[…] Nella solida e perfetta compagnia dell'Arca Azzurra, perno ritmico, comico, non privo di risvolti di avida ferocia, Benvenuti-Arpagone finirà solo e spaiato nella letizia generale del dopo agnizione, o meglio abbracciato a quella cassetta di soldi perduta e ritrovata, suo vero e unico amore. Pensiero ligure - lo spettacolo era a Borgio Verezzi - ma non solo, e molto contemporaneo: non è che di questi tempi, visto quello che fanno le banche, avrà avuto ragione lui a sotterrare la cassetta in giardino?» Rita Cirio, L’Espresso

photo in home Carlotta Benvenuti, nella scheda Alessandro Botticelli

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