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R.OSA

Teatri di confine 
Pisa, Teatro Verdi - via Palestro n. 40
06 04 2019 - 21:00

Pisa, Teatro Verdi

sabato 6 aprile 2019 ore 21

R.OSA 
10 esercizi per nuovi virtuosismi

autrice, coreografia e regia Silvia Gribaudi
attrice Claudia Marsicano (Premio UBU 2017 come Migliore attrice/performer Under 35)
disegno luci Leonardo Benetollo
costumi Erica Sessa
consulenza artistica Antonio Rinaldi, Francesca Albanese, Giulia Galvan, Matteo Maffesanti

produzione Associazione Culturale Zebra, La Corte Ospitale, Silvia Gribaudi Performing Arts
coproduzione Santarcangelo Festival
con il supporto di Qui e Ora Residenza Teatrale - Milano, Associazione Culturale
in collaborazione con: Armunia Centro di residenze artistiche – Castiglioncello / Festival Inequilibrio, AMAT – Ass.Marchigiana attività teatrali, Teatro delle Moire / Lachesi LAB – Milano, CSC Centro per la scena contemporanea –Bassano del Grappa

durata: 45'

tdc07 rosa2R. OSA è una performance che si inserisce nel filone poetico di Silvia Gribaudi, coreografa che con ironia dissacrante porta in scena l’espressione del corpo, della donna e del ruolo sociale che esso occupa con un linguaggio “informale” nella relazionale con il pubblico.
R. OSA si ispira alle immagini di Botero, al mondo anni 80 di Jane Fonda, al concetto di successo e prestazione. È uno spettacolo in cui la performer è una “one woman show” che sposta lo sguardo dello spettatore all’interno di una drammaturgia composta di 10 esercizi di virtuosismo;è un'esperienza in cui lo spettatore è chiamato ad essere protagonista volontario o involontario dell’ azione artistica in scena; è una rivoluzione del corpo, che si ribella alla gravità e mostra la sua lievità.
R.OSA fa pensare a come guardiamo e a cosa ci aspettiamo dagli altri sulla base dei nostri giudizi. Mette al centro una sfida, quella di superare continuamente il proprio limite.
Con questo spettacolo Silvia Gribaudi è stata finalista al Premio UBU 2017 (categoria Miglior spettacolo di danza) e al Premio Rete Critica 2017; Claudia Marsicano ha vinto il Premio UBU 2017 come Migliore attrice/performer Under 35

«[…] sotto i riflettori, c’è Claudia Marsicano (che, per questa interpretazione, ha vinto, ex aequo con Serena Balivo, il Premio Ubu 2017 migliore attrice/performer under 35), un corpo “boteriano” che esonda dalla seta cangiante del costume turchese e la voce leggera flessa nei moduli di un vezzoso inglese madrelingua. Ora che il nero è appena segnato dall’azzurro acceso del body e dal rosa delicato della carne, il suo corpo si presenta davvero come un catalizzante fatto scenico e la platea si pone in un ascolto già rapito della sua interpretazione di Jolene di Dolly Parton (ma forse il richiamo è alla recente cover di Miley Cyrus), un arrangiamento canoro organizzato su ironiche ritrosie che rapidamente evolvono in un gioco di accelerazioni e distorsioni. Era l’ex. n. 1 dei 10 esercizi per nuovi virtuosismi che il sottotitolo evoca, dieci azzardi scenici per altrettante visioni – pittoriche, musicali, cabarettistiche – tra le quali l’interprete si destreggia con delicatezza, umorismo e una vera abilità nel rendere progressivamente più intensa, brillante e intuitiva la propria relazione con il pubblico. […] Intanto Marsicano tenta le pirouettes, movimenta col corpo la sillabazione delle parole italiane preferite («rombo», «opuscolo», «forchetta»), quasi a disporre nella dimensione dello spazio la traccia volubile del linguaggio e del suono, segna con l’espressività facciale e con le pause ironiche la partitura ritmica del proprio dilettevole discorso. Sotto la luce incrociata di due fari che fa brillare e profila i contorni del suo corpo – le ombre si allungano in orizzontale, la scena è svuotata di ogni colore, nel frattempo lei è rimasta in intimo nero – evoca infine, con la pantomima e con il canto, un fantasma iconico: la Britney Spears di Toxic, malizia, smorfie e cipiglio, di poco precedenti al vertiginoso declino della sua parabola pop. Il gioco virtuosistico di Marsicano, devoto e beffardo, e la ricerca sulle gioiose possibilità del corpo predisposta da Gribaudi sembrano gravitare, entrambi, sulle latitudini di una spensieratezza di forma che sottende indagine, contrarietà e ombre. Il frangente più esplorato (almeno in sede performativa) sembra essere quello dell’interrogazione, un po’ irridente, al conservatorismo estetico del pubblico. Una questione che lambisce, naturalmente, quella – più grande – del rapporto tra il canone e il suo scardinamento ma non indugia nello sviluppo della riflessione sull’eteronormatività del corpo danzante per focalizzarsi, invece, sulle procedure puntiformi della sua ludica messa al vaglio. Allo stesso tempo, il vigore ironico e la natura quasi coriacea della disinvoltura di Marsicano rendono difficile rintracciare la piega attraverso la quale possa filtrare la sua fragilità, oppure lo spettatore possa riconoscervi la propria. R.OSA si pone, con coraggio, in una delicata zona liminare tra il problema dell’armonia esteriore, l’ipercorrezione di un disegno di femminilità levigata e la conduzione di un ragionamento politico (nell’accezione di Virgilio Sieni per la quale «il corpo è sempre politico, nel momento in cui si fa dialogante con gli schemi abitudinari dell’oggi»). Eppure sa smarcarsi, con la levità, dal rischio di farsi manifesto, mantenendosi opera aperta, capace di accogliere la perplessità e l’incongruenza, nonché l’ineludibile rischio di convalidare, per antitesi, l’impostazione di sguardo sulla femminilità che tenta di trascendere. Lo stesso sorprendente successo di pubblico, l’empatia liberatoria e la festa che accolgono i 10 esercizi sembrano contenere una traccia di altro: lo scacco della sciocca celebrazione del canone alla prova (rivoluzionaria) dell’ironia, la velocità con la quale la scomodità e il pregiudizio sanno trasformarsi in adesione, la transitorietà di ogni enfasi e la costante, umana tendenza a innamorarsi – di tanto in tanto – della stravaganza in teca.» Ilaria Rossini, teatroecritica

per i biglietti clicca qui

per saperne di più sullo spettacolo clicca qui (sito di Silvia Gribaudo) e qui (sito di Claudia Marsicano)


 
 

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