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COSÌ PARLÒ BELLAVISTA

Prosa 
Pisa, Teatro Verdi - via Palestro 40
21 Mar 2020 - 21:00
22 Mar 2020 - 17:00

Pisa, Teatro Verdi

sabato 21 marzo 2020 ore 21, turno A Cartellone 
domenica 22 marzo 2020 ore 17, turno B Cartellone 

Geppy Gleijeses, Marisa Laurito, Benedetto Casillo in

COSÌ PARLÒ BELLAVISTA

adattamento teatrale di Geppy Gleijeses dal film e dal romanzo di Luciano De Crescenzo
regia Geppy Gleijeses
con Nunzia Schiano, Salvatore Misticone, Vittorio Ciorcalo, Patrizia Capuano e Gianluca Ferrato
e con Elisabetta Mirra, Gregorio De Paola, Agostino Pannone, Gino De Luca, Ester Gatta, Brunella De Feudis
scene Roberto Crea
musiche Claudio Mattone
costumi Gabriella Campagna
luci Luigi Ascione

produzione Gitiesse Artisti Riuniti e Best Live

durata: 1 h 50' (atto unico) 

Grande affresco corale sugli “uomini d’amore” e “gli uomini di libertà”, lo spettacolo ripropone le scene più esilaranti del film compreso, naturalmente, il mitico contrasto tra il professor Bellavista e il direttore dell'Alfasud Cazzaniga, ma anche inserti di grande filosofia di vita di De Crescenzo, che nel cenacolo snocciola deliziando i suoi discepoli. La scenografia riproduce la facciata del grande palazzo di via Foria dove fu girato il film.

«[…] Rapidi tagli di scene si susseguono con la disinvoltura di mostrare Bellavista, filosofo e maniacalmente legato alle tradizioni – fra cui la cura nel seguire la lavorazione della salsa di pomodoro da imbottigliare –, ma anche attento allo svilupparsi di una realtà nuova nella città – come i giovani emancipati, desiderosi di farsi una famiglia ma in lotta per un posto di lavoro – e non rassegnato, anche se realista nel considerare la camorra come una morsa difficile da eliminare.[…] Arduo raccontare la trama dello spettacolo, in cui abbondano le occasioni per mettere alla prova le più singolari doti degli attori – ben quattordici –, tutti espressivi nei loro molteplici ruoli. […] Marisa Laurito è l’anima perenne di De Crescenzo, nelle sue ironie agrodolci velate di sorriso e di perversità che si scopre poi bonaria. Benedetto Casillo è il dantesco vice-portiere ormai personaggio indelebile, com’era nel film, e tanti altri sono gli straordinari interpreti , avvantaggiati da un dialetto che, come si sa, è una lingua a sé, con suoni e ritmi da misteri eleusini. Trascinato a realizzare lo spettacolo che sembrava attenderlo senza via di scampo da un paio d’anni, Geppy Gleijeses, con piglio ipnotico e insieme scanzonato, lo ha fatto suo, sviluppandolo in un’aura di tempi passati […] .E ancora per molto tempo tutti questi personaggi saranno in scena, da qualche parte, a incantare gli spettatori.» Maricla Boggio, criticateatrale.it

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