Fare Teatro 2° livello / OTELLO 1 E 2 - prove aperte per le scuole

CategoriaIniziative-diverse
Data 17 05 2019 10:30
Luogo Sala "Titta Ruffo" del Teatro Verdi - via Palestro 40, Pisa

Pisa, Sala "Titta Ruffo" del Teatro Verdi

martedi 14 maggio ore 10.30  - Otello vol. 2
mercoledì 15 maggio ore 10.30  - Otello vol.1
giovedì 16 maggio ore 10.30  - Otello vol. 2
venerdì 17 maggio ore 10.30  -  Otello vol. 1 

 

Laboratorio di Fare Teatro / 2° Livello

OTELLO
volume 1 e volume 2 

di William Shakespeare

coordinamento Franco Farina, Luca Biagiotti, Annalisa Cima

PROVE APERTE RISERVATE ALLE SCUOLE
(lo spettacolo andrà poi in scena nel mese di settembre, date da definire)


L’Otello di William Shakespeare è opera lunga, una delle più lunghe della sua produzione. Abitualmente i professionisti, per evitare le 4 ore che mediamente l’opera richiede per la sua messa in scena, la tagliano di almeno un terzo. Per problemi economici di limitare gli attori a contratto, ugualmente ne tagliano la metà; spariscono di solito: il clown (anche perché che mai ci farà un ruolo comico in una tragedia?), i musicanti, l’Araldo, 4 gentiluomini, 2 senatori, a volte Brabanzio (il padre di Desdemona) e addirittura il Doge; poi (in ordine di sparizione) Graziano, Ludovico, a volte anche Bianca e pure il povero Montano. Tutto converge verso un’asfittica tragedia doppiamente annunciata: in primo luogo perché gli attori recitano la drammaticità sin dalle prime battute e del testo (e come potrebbero fare diversamente visto che mancano i personaggi che potrebbero dare alla vicenda dei colori diversi); in secondo luogo perché l’opera “Otello” attira verso la trappola chi lo costruisce in scena e chi la vede. Si sa che il Moro sarà geloso, così chi lo interpreta comincia ad esserlo fin troppo presto; Desdemona allora è un agnello sacrificale, Iago il male assoluto che occhieggia al pubblico la sua strategia, Emilia una stupida complice. Risultato: il Moro è patologico, Desdemona una tenera idiota, Iago un immotivato grumo di male. Tutto questo perché si butta via una delle componenti dell’arte scespiriana più ragguardevoli: la sapiente costruzione del sistema dei personaggi, quella capacità compositiva che rende essenziale e prezioso anche il più piccolo ruolo. 

Ovviamente a noi, al contrario dei professionisti, la gran quantità dei personaggi ci aiuta. Quest’anno abbiamo per questo deciso di accettare la sfida dello studio che questo testo ci offre. I 44 ragazzi che frequentato il secondo livello, sono stati per questo divisi in due gruppi per scandagliare nella sua pienezza l’opera. Abbiamo diviso il testo in due, creato una piccola scena 0 per il primo gruppo che sta perlustrando l’opera dall’inizio fino ad atto terzo e una scena di presentazione per il volume due, che sia in grado di orientare dal terzo atto fino alla fine lo spettatore meno informato.
Due spettacoli quindi per perlustrare tutta l’opera e per restituire al capolavoro scespiriano quella progressione scenica che parte da una prima parte con spunti di commedia a una seconda che affonda verso il nero della tragedia più tragica.
Un’accettazione della complessità che ci sta entusiasmando non poco e che cercheremo di comunicarvi al meglio delle nostre capacità.
Vi aspettiamo alle nostre prove aperte per condividere con voi questo nostro percorso.
Franco Farina


 

 
 

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