macerie di domenico sartori al teatro verdi 1

Mercoledì 30 ottobre alle ore 21.00 il sipario del Teatro Verdi si leverà sul capolavoro vernacolo del nostro concittadino Domenico Sartori: “Macèrie”. E’ questo un evento fortemente voluto dal Comune di Pisa, che aveva dovuto rinunciare per ragioni di meteo a rappresentarla lo scorso 31 agosto in piazza dei Cavalieri (ma la tragica data venne ugualmente celebrata con una anteprima della commedia al teatrino di Santo Stefano a Porta a Lucca, con pieno successo). Le compagne teatrali pisane “Il Gabbiano” e “Crocchio Goliardi Spensierati” hanno unito le forze per riproporre ai pisani, in una versione opportunamente ridotta, un testo che ha fatto la storia del teatro popolare e che tra il 1945 (anno del debutto) al 1955 (anno precedente alla scomparsa di Sartori) venne replicato innumerevoli volte in tutti i teatri d’Italia con straordinario successo. Del resto questa commedia unisce alla genuinità dello spigliato parlare cittadino la verità narrativa straordinariamente efficace del dopoguerra pisano, caratterizzato da distruzione e disperazione ma anche da speranze, solidarietà e impegno civile.

Assente quindi per molti decenni dai palcoscenici, “Macèrie” torna finalmente a raccontare la struggente storia quotidiana di una semplice famiglia pisana che vive con dignità la disperazione dell’attesa del ritorno di un figlio “portato via dai tedeschi” in una Pisa distrutta e smarrita che vuole voltare pagina. Le macerie evocate dal titolo non sono quindi soltanto quelle concrete della città devastata, ma anche le macerie morali di una generazione nuova che con genuino impegno vuole ricostruire una società basata su valori migliori.

Questi i personaggi e gli interpreti: Dreìno, guardia del Dazio: Lorenzo Gremigni; Norina, sua moglie: Arianna Priami; Gina, loro figlia: Linda Campolo; Dolovìo, imbianchino: Matteo Micheli; la Sor’Adele, rivendugliola: Daniela Bertini; il Sor Agàpito, vecchietto arzillo: Fabiano Cambule; Norma, maestrina: Alice Bianchi; il Sor Luigi, ispettore del Dazio: Valdo Mori.

Gli attori, tutti pisani, provengono principalmente dall’ambito del teatro amatoriale ad eccezione di Matteo Micheli che è anche aiuto regista a fianco del regista professionista Nicola Fanucchi, lucchese, apprezzato in ambito internazionale per le sue messe in scena di prosa e di opera lirica: si tratta quindi di una inedita compagine artistica, in parte professionista e in parte amatoriale.

Accanto Comune di Pisa, che col proprio contributo consentirà alle compagnie coinvolte di sostenere per intero il non lieve costo di affitto del Verdi, sostengono concretamente l’iniziativa la Banca Popolare di Lajatico, la società Xeel e l’editore CLD di Pontedera. Partecipano inoltre la rivista Er Tramme, la Federazione Italiana Teatro Amatori, Campano Centro Stampa, Daumiller, Ristorante Il mio Capriccio ed Euro FiSa.

L’intendimento degli organizzatori e dei sostenitori del progetto è quello di consentire ai pisani, e specialmente ai più giovani, di assistere a questo emozionante spettacolo che riassume mirabilmente una delle pagine più drammatiche della nostra identità: per tale motivo i biglietti hanno un costo simbolico: 6 e 10 euro, con riduzione a soli 3 euro per i giovani fino a diciotto anni. La prevendita è presso il Botteghino del Teatro Verdi (tel. 050.941188) oppure on line su www.vivaticket.it.